Acidità di stomaco

Chiunque abbia sofferto di bruciore di stomaco conosce perfettamente la tipica sensazione di bruciore che dallo stomaco, o dalla parte bassa del torace, sale verso il collo o la gola. La maggior parte delle persone non sa che il bruciore di stomaco può essere un sintomo di un disturbo chiamato reflusso gastroesofageo. Un altro sintomo frequente è il rigurgito acido, che lascia un sapore acido in gola o in bocca. Un altro in tanto, quasi tutti lamentano un bruciore di stomaco, per esempio dopo un pasto abbondante. Quando il disturbo è raro, è generalmente abbastanza semplice da gestire e per questo viene considerato da molti un problema banale. Ma quando il bruciore di stomaco influisce sul sonno, sulle attività quotidiane e sui livelli di stress, non è più un problema banale, soprattutto se compare di frequente (due o più volte alla settimana).  Se sei una delle persone in Italia che soffre di bruciore di stomaco due o più volte alla settimana, saprai perfettamente che questo disturbo può avere un impatto significativo sulla tua vita.

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Infezioni delle vie urinarie

Disturbo molto comune quello delle infezioni alle vie urinarie, in particolare nelle donne dove si manifesta in modo molto considerevole, più del 50% infatti ne viene colpite almeno una volta nella vita. Rispetto agli uomini, nelle donne l’uretra è più corta e la zona genitale, le vie urinarie e l’ultimo tratto dell’intestino sono più vicini tra di loro. Di conseguenza i batteri possono arrivare con più facilità fino alla vescica.A scatenare la crisi è un’infezione della vescica da parte di batteri che fanno parte della flora intestinale: questi batteri vivono normalmente nell’intestino senza dare problemi. Ma per vari motivi possono entrare nell’uretra, cioè nel canale che arriva alla vescica, e nella vescica stessa. Per difendersi da questa “invasione” l’organismo inizia a combattere i batteri. Si instaura così l’infiammazione e cominciano i ben noti sintomi della cistite.Spesso si manifestano in modo lieve ma da non sottovalutare poiché possono portare a patologie anche gravi.

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Tempo d’autunno e…di caduta dei capelli!

I capelli sono una varietà di peli localizzata sul cuoio capelluto che oltre a svolgere un’indubbia funzione estetica ricoprono un ruolo protettivo nei confronti della nostra testa. Cercheremo di approfondire la loro conoscenza.
La struttura: Il capello comprende una parte libera che sporge al di fuori della pelle, detta fusto oscapo, ed una parte nascosta nella pelle, detta radice che è contenuta in un astuccio di pelle, il follicolo pilifero; in fondo al follicolo si trova il bulbo del pelo, ovvero la sede di formazione e di accrescimento del capello; alla base del bulbo è presente un’incavatura nella quale si spinge il derma a formare la cosiddetta papilla dermica ricca di nervi e di vasi sanguigni. Al follicolo pilifero sono annesse una ghiandola sebacea ed il muscolo erettore del pelo. Il fusto è composto prevalentemente da cheratina, sostanza proteica ricca di zolfo che conferisce al capello resistenza e robustezza.
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Mantenersi in forma dopo l’estate

Mantenersi in forma dopo l’estate Quanti di noi con l’arrivo della bella stagione hanno dedicato maggior attenzione alla cura del proprio corpo? Chi ha sfruttato la pausa estiva per rimettersi in forma deve a questo punto impegnarsi per conservare i lusinghieri risultati acquisiti; chi invece durante le ferie si é lasciato un po’ andare, si è concesso qualche stravizio, ha commesso qualche “peccato di gola” di troppo ed è tornato a casa un po’appesantito e con qualche chiletto da smaltire può ritornare in piena forma seguendo alcune semplici raccomandazioni comportamentali. E’ necessario adottare uno stile di vita il più possibile sano; i nostri ritmi quotidiani sono indubbiamente frenetici ma non dobbiamo per questo trascurare la nostra salute ed il nostro benessere. Prima di tutto bisogna ritornare a nutrirsi nel modo giusto seguendo un’alimentazione sana ed equilibrata.
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Acne: come risolverla

L’acne  è  una  dermatosi  che  coinvolge  l’apparato  pilo-­‐sebaceo,  ovvero  i  follicoli  piliferi  e  le  ghiandole  sebacee  annesse   e  che  pur  manifestandosi  prevalentemente  sul  volto  (fronte,  guance  e  mento)  può  anche  diffondersi  sul  collo,  sul   dorso  e  sul  torace.  L’acne  volgare,  o  acne  giovanile,  che  colpisce  un’elevata  percentuale  di  adolescenti  può  provocare   nel  giovanissimo  che  deve  convivere  con  quegli  odiosi  “brufoli”  imbarazzi  e  disagi  a  livello  psicologico.
Qual  è  l’origine  dell’acne?  
Le  ghiandole  sebacee  producono  il  sebo,  sostanza  grassa  ed  untuosa  che  svolge  importanti  funzioni:  nutre,  lubrifica  e   rende  elastica  la  cute,  impedisce  la  disidratazione  dell’epidermide  e  la  difende  dall’attacco  di  microrganismi  patogeni.
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Allarme pidocchi: che fare?

La pediculosi è il termine che definisce l’infestazione della testa dell’uomo da parte dei pidocchi. I pidocchi sono dei piccoli insetti lunghi da 2 a 4 millimetri muniti di zampette uncinate che consentono loro di ancorarsi ai capelli e che si localizzano principalmente all’altezza della nuca, dietro le orecchie e sulle tempie; sono di colore bianco-grigiastro e facilmente si mimetizzano con il colore dei capelli dell’ospite per cui risulta difficile vederli. Vivono e si riproducono esclusivamente sulla testa dell’uomo. La femmina, che vive circa un mese, deposita fino a 10 uova (lendini) al giorno che sono di colore grigio-perlaceo e che si fissano sulla base del capello. Dopo un periodo di circa 10 giorni la lendine si schiude per far uscire la ninfa, grande quanto una capocchia di spillo, la quale impiega circa due settimane a maturare ed a diventare un insetto adulto. I pidocchi sono insetti ematofagi, si nutrono infatti di sangue umano che prelevano pungendo il cuoio capelluto, ma non trasferiscono assolutamente nessuna malattia da un individuo ad un altro.

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La propoli, l’antibiotico naturale

La propoli è prodotta dalle api ed è perciò composta principalmente da secrezioni resinose che le api raccolgono sugli alberi (pioppi, abeti, olmi, betulle, ecc.) e che poi mescolano con saliva e cera. Le api utilizzano questa sostanza nei loro alveari sia come materiale da costruzione sia come antisettico. La propoli viene infatti applicata per “sterilizzare” l’alveare, in particolare l’entrata delle cellette destinate ad accogliere le uova, oppure per evitare la decomposizione di eventuali animaletti “intrusi” riusciti a penetrare nell’alveare, uccisi dalle api, ma troppo pesanti per poter essere trascinati fuori.

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